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AMERICA’S CUP e LA FINANZA |
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Mi sono ricreduto sui catamarani.
Visti in TV alle regate di Napoli mi sembravano dei ragni saltellanti che avrebbero dato spettacolo solo guando si ribaltavano.
A Venezia invece , visti da pochi metri (dalle rive in laguna e dalla diga al Lido, meglio che dalla barca) mi son parsi, simpaticamente, come grandi derive (il timoniere con una mano teneva il timone con l’altra la scotta della randa) quasi alla nostra portata.
L’operazione di portare la vela d’elite a livello popolare è certamente riuscita anche se noi , amanti dei monoscafi e delle nostre esaltanti andature di bolina stretta, continueremo a guardare i pluriscafi con diffidenza e…sufficienza.
Chi ci ha guardato ed… ispezionato con sospetto(noi …poveri spettatori con le nostre …povere barche da diporto) è stata la Finanza. I controlli fatti in quest’occasione sono stati 135. E’ la notizia di questi giorni.
Naturalmente io e la mia barca siamo stati tra questi fortunati.
Ormai sono un “abituè” a questi incontri che , devo ammettere, avvengono sempre in un clima di grande cortesia e si concludono quasi con le scuse delle Forze Gialle nei miei confronti.
La prima volta , quarant’anni fa, fui il fortunato sorteggiato per il redditometro di allora. Oltre alle scuse , tra il serio ed il faceto, mi fecero vergognare ad avere solo una barchetta a vela di soli 6 metri ed ottanta (“Dottore lei si potrebbe permettere una barca di venti metri”).
In mare, regolarmente vengo fermato , sempre e soltanto dalla Guardia di Finanza, in quelle poche occasioni in cui lambisco le coste Italiane.
Capisco (e non giustifico) gli armatori che non vivono con altrettanta tranquillità questo confronto ravvicinato.
Devo anzi ringraziarli (soprattutto i motonauti) perché, essendo fuggiti in massa dai marina italiani dopo la tassa Monti sulle imbarcazioni, mi hanno lasciato libero l’ormeggio in un marina di Venezia da cui ho potuto presenziare,da una posizione privilegiata, all’esibizione dei …ragni volanti.
Anacleto (velanchio.it)
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